La presente comunicazione scaturisce dalla necessità di tutelare l’immagine del consigliere comunale e, più in generale, dell’intero Consiglio; perché ritengo non sia possibile scrivere impunemente qualsiasi cosa si voglia, diffamando, denigrando, offendendo e lanciando calunnie come se fossero dei dati di fatto assoluti.
In data 10 agosto scorso è pervenuta presso quest’Ente una missiva da parte di un avvocato, missiva della quale confesso di non aver ben compreso la finalità (è una diffida, una intimidazione,o cosa).
Si tratta dell’avvocato Nino Matassa che ha scritto la predetta missiva in nome e per conto della Società Immobiliare Aedes s.r.l. e della Olivieri Costruzioni s.r.l., in riscontro ad alcune note inviate dal sindaco Pasquale Dotoli, precisamente una nel mese di giugno ed un’altra del mese di luglio, all’architetto Gianferrini (Commissario ad acta che ha approvato la “famosa” Variante Lucera 2).
Per la verità, non è la prima volta che tale avvocato scrive missive; sarà la terza o la quarta volta.
Ma questa volta ha davvero esagerato!
Prescindendo dal merito tecnico della, c’è un passaggio che a mio avviso merita particolare attenzione perché contiene delle affermazioni gravissime che ledono fortemente, innanzitutto, la mia persona ma credo ledano anche l’immagine dell’intero Consiglio Comunale.
Qual è il passaggio?
Si tratta, in generale, del punto 1.7 a pagina 4, ma, più in particolare per quanto riguarda il sottoscritto, della seconda parte dello stesso punto 1.7, a pagina 5, laddove si dice testualmente “…consta inoltre che anche un consigliere comunale, sig. Francesco Di Battista, è legato da vincolo di parentela con i proprietari (sempre Di Battista) dei suoli che, dovendo essere obbligatoriamente acquistati per poter edificare i lotti ancora liberi, hanno visto notevolmente incrementato il loro valore venale per effetto delle citate delibere.”
Le citate delibere consiliari cui si fa riferimento sono la n. 51 del 17 Giugno 2010 (votanti 24, di cui 23 favorevoli ed un solo astenuto) e la n. 13 del 3 Marzo 2011 ( votanti 23, di cui 22 favorevoli ed un astenuto).
Dunque, si lascia intendere che il sottoscritto avrebbe votato tali delibere al fine di far incrementare il valore venale dei suoli di proprietà dei propri parenti.
Questa è una affermazione calunniosa, falsa, denigratoria; gravissima, per la quale l’autore dovrà assumersene le responsabilità civili e penali.
Ho già incaricato, infatti, i miei legali di fiducia di provvedere in tal senso: questa è la prima parte della comunicazione.
La seconda parte è quella di sottoporre all’attenzione dell’intero Consiglio la opportunità di procedere nella stessa direzione: sapete perché cari colleghi? Perché, per come è scritta la missiva, parrebbe che il sottoscritto ed il sindaco (perché nella stessa si fanno accuse simili anche a Dotoli) avrebbero, come dire, “convinto” o “indotto” o, peggio ancora, “corrotto” il resto del Consiglio, oppure avrebbero approfittato, diciamo così, della stupidità, della inettitudine del resto dei consiglieri.
In sostanza, se si vota un atto al solo fine di recare un ingiusto vantaggio patrimoniale ad un privato, a discapito dell’Ente e/o di altro soggetto privato, si è commesso un reato contro la Pubblica Amministrazione.
Se questo reato è stato commesso attraverso una delibera di Consiglio Comunale votata all’unanimità dei presenti, vuol dire o che eravamo tutti collusi o che alcuni, nella fattispecie, il sottoscritto ed il sindaco, erano le “menti” e tutti gli altri erano gli imbecilli che non hanno capito nulla.
Vi rendete conto?
Tutto ciò è di una gravità inaudita! E proprio per questo credo che il Consiglio, l’intero Consiglio, maggioranza e minoranza, debba provvedere immediatamente a tutelare il prestigio dei singoli consiglieri e della Istituzione Consiglio Comunale.
Anche perché, vedete, il sottoscritto non aveva alcun obbligo di astensione poiché il grado di parentela con alcuni proprietari di suoli interessati va ben oltre il quarto grado (siamo al quinto ed addirittura al sesto); se era questo il problema era risolvibile attraverso un ricorso alla magistratura amministrativa, facendo valere la presunta violazione del dovere di astensione, oppure facendo una bella denuncia alla Procura della Repubblica, raccontando fatti e non chiacchiere.
Non vorrei che l’unico fine delle varie missive sin qui pervenute, altro non sia quello di tentare di intimorire…..
Tra l’altro, tengo anche a precisare che siamo in una città tutto sommato piccola, ed a volte le famiglie grandi si “incrociano”, come dimostra il fatto che coincidenza ha voluto che un mio parente di quarto grado ha sposato una ragazza, e ad entrambi sono legato da tanto affetto, che porta il cognome Olivieri e che, perciò, è mia affine di quarto grado; tutto ciò, evidentemente, è sfuggito all’imprudente avvocato Matassa o volutamente ha omesso la circostanza.