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Sabato 6 febbraio 2010, presso la Sala Convegni della Casa di Riposo "C. Masselli" a San Severo si è tenuta la costituente cittadina della Federazione degli Studenti. Contestualmente è stato nominato il coordinamento cittadino, composto da: Martina Trombetta, Francesco Russi, Gianluca Soccio, Giuseppe Spallone, Fabrizio Caposiena, Simone Mitolo, Davide Palmisano, Maria Luisa Terrenzio, Federico Cartanese, Carmela Villani e Antonella Totaro.
Nell'incontro si è discusso sulle azioni che questa nuova organizzazione studentesca dovrà mettere in atto per rilanciare un'idea di scuola alternativa e contemporanea, partendo dalla considerazione che la partecipazione studentesca non può ridursi solo all'analisi, alla contestazione e - quando ci si riesce - alla proposta di miglioramento di leggi di questo o di quell'anno, di questo o di quel ministro, ma che le debba essere restituito il diritto ad un pensiero di lungo periodo.
Gli studenti di oggi non devono perdere l'occasione di sognare e organizzarsi per costruire la scuola di domani.
Come è emerso con forza dagli interventi, la grande sfida è proprio quella di mettere in campo una generazione che sia presente e partecipe, che non vuole arrendersi all'idea per cui esiste un domani che, nei fatti, non c'è. Animeremo le scuole e le universita, le strade e le piazze, lo faremo con impegno, passione e coraggio. Lo faremo con il cuore e con la testa, partendo da quel grande movimento che ci ha visto attivi nell'autunno del 2008 e che ancora oggi continua a riempire le piazze con centinaia di migliaia di studenti per protestare contro i tagli al sistema scolastico del Governo Berlusconi, Tremonti e Gelmini (8 miliardi di euro in tre anni). La destra al governo parte dal presupposto che la scuola pubblica debba essere un'ultima scelta, un salvagente per chi non ha alternativa e mezzi finanziari adeguati, nemmeno potendo usufruire degli incentivi statali sotto forma di bonus.
A questa idea malsana, si aggiunge il cinismo poco lungimirante di un Governo che di fronte alla necessità di fare cassa, attinge da settori come la scuola e l'università, mettendone a repentaglio il funzionamento e il libero accesso.
Le studentesse e gli studenti italiani hanno risposto a questo attacco uniti sotto uno slogan efficace e calzante che ha occupato le strade, le piazze e le prime pagine dei giornali per molti mesi: "Noi la crisi non la paghiamo!".
Un movimento forte e spontaneo ha sconvolto per un autunno non solo l'opinione pubblica e la classe politica, compresa quella giovanile, ma anche il mondo delle associazioni studentesche sindacali e tutta la galassia di associazioni giovanili politiche che si sono sentite - alcune piacevolmente altre meno - travolte da una protesta che non hanno guidato come in passato, ma di cui in gran misura erano esse stesse parte. Noi rivendichiamo la nostra presenza in quel movimento, non la rinneghiamo, ma oggi, consapevoli della necessità di andare oltre, vogliamo dimostrarci in grado di sapere cogliere le ricchezze e i limiti di questo movimento, dai suoi come dai nostri errori, per smetterla di guardarci allo specchio e chiederci quanti siamo e chi siamo, se siamo divisi o uniti, se siamo più o meno di sinistra, più o meno sindacato, più o meno movimento, più o meno rappresentanti, più o meno politica
Andare oltre per tornare ad essere quei ragazzi e quelle ragazze, quegli studenti e quelle studentesse che con le loro idee, con la loro passione sanno rompere gli argini ed iniziano a porre le basi per costruire il Futuro. Un futuro pieno di iniziative per il nostro territorio, per una capitanata rinnovata e da rinnovare da protagonisti, non da comparse. Vogliamo avere un ruolo centrale e ci muoveremo nei luoghi di discussione, di decisione e di rappresentanza per far sentire la nostra voce e per tornare a parlare di scuola e politica: insieme.

 

 

 

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