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Assemblea infuocata negli stabilimenti della Sofim (Fiat PowerTrain) di Foggia e della Fiat-Sata di Melfi, Operai e Sindacalisti della Failms contro Fim e Uilm che propongono un peggioramento delle norme e delle condizioni economiche per i lavoratori
Proteste, manifestazioni e contestazioni stanno avvenendo in tutta Italia in occasione delle assemblee che si stanno tenendo per la presentazione della piattaforma di riforma del contratto nazionale dei metalmeccanici da parte di Fim-Cisl e Uilm-Uil.
Non di meno è avvenuto negli stabilimenti della Sofim (Fiat PowerTrain) di Foggia e della Fiat-Sata di Melfi dove M si sono tenute negli ultimi giorni assemblee infuocate dove operai e sindacalisti della Failms si sono scagliati contro Fim e Uilm che propongono un peggioramento delle norme e delle condizioni economiche per i lavoratori. Oggetto del contendere è la disdetta del contratto dei metalmeccanici da parte di tali organizzazioni sindacali (che non dovrebbero essere chiamate più tali visto che non rappresentano più gli interessi dei lavoratori) in anticipo di 2 anni e mezzo rispetto alla scadenza naturale del contratto in vigore fino al 31.12.2011, ottenuto solo 1 anno e mezzo fa dopo 8 mesi di battaglie e 50 ore di sciopero. Oltre che giuridicamente inapplicabile a tutti i lavoratori tale iniziativa ha fatto infuriare i metalmeccanici della Sofim di Foggia e della Sata di Melfi dove i lavoratori in un clima infuocato hanno di fatto impedito di parlare agli stessi rappresentanti di Fim e Uilm. Tali organizzazioni stanno proponendo infatti in cambio del contratto attuale un contratto peggiorativo su tutti i fronti: dal punto di vista normativo limita le iniziative sindacali, limita gli scioperi, lega le mani alle Rsu mentre addirittura, cosa inaudita, rende possibile alle Rsu stesse di firmare deroghe peggiorative al contratto nazionale alle spalle dei lavoratori stessi. Ci si verrà a trovare, con tali condizioni, di fronte a contratti diversi da stabilimento a stabilimento, spaccando i lavoratori, rendendoli diversi ma soprattutto altamente ricattabili dalle loro stesse aziende! Con tali iniziative e modifiche si vorrebbe decretare la morte del contratto unico nazionale che come un ombrello di sicurezza tutela tutti i lavoratori da discriminazioni e ricatti. Dal punto di vista economico inoltre la proposta di piattaforma di Fim e Uilm peggiora enormemente le condizioni economiche dei lavoratori italiani. In un pesante clima di crisi, dovuta principalmente alle difficoltà delle famiglie causate da stipendi troppo bassi rispetto al reale costo della vita, Fim e Uilm si prefiggono di chiedere 97 euro in 3 anni (circa 32,5 euro annui lordi) invece dei 130 euro circa in 2 anni (65 euro annui lordi) che dovrebbero chiedere in base all’inflazione corrente ed alle regole attualmente in vigore sottoscritte solo 1 anno e mezzo fa dalle stesse Fim e Uilm. “Per tali motivi la FAILMS rigetta in toto sia la disdetta del contratto in quanto non di loro proprietà e che oltre quindi ad essere giuridicamente inapplicabile è moralmente inammissibile (Fim e Uilm rappresentano inoltre neanche il 20% dei lavoratori) e sia l’indecente piattaforma che stanno tentando di far passare nelle fabbriche metalmeccaniche!” dichiara Vincenzo Russo, coordinatore nazionale Failms per il Sud Italia. “La FAILMS tramite le proprie strutture, dirigenti e rappresentanti rigetterà in tutta Italia e disconoscerà in ogni sede tutto quello che Fim e Uilm vorranno firmare con Confindustria e Governo al di fuori del mandato della maggioranza dei lavoratori metalmeccanici ed invita gli stessi a continuare a contestare e manifestare su ogni luogo di lavoro contro l’accordo truffa che stanno perpetrando con Confindustria e Governo al di fuori di ogni democrazia e regola sindacale” conclude Vincenzo Russo.
 

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