Si sono concluse ieri mattina, con l’inaugurazione del parco giochi e di un centro multimediale all’interno del Cara di Borgo Mezzanone, le tre giornate dedicate al tema dei rifugiati organizzate dal Comune di Manfredonia e finanziate dal Ministero degli Interni tramite il Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar).
Gli eventi, realizzati con la collaborazione degli operatori del progetto ‘Capitanata Solidale’ e con i volontari della cooperativa sociale ‘Iris’, sono cominciati domenica 19 giugno, con una serata multietnica all’insegna del divertimento.
Presso la rotatoria di viale Michelangelo, la città di Manfredonia si è riunita attorno a un buffet di musica, danze e cucina etnica di diversi ‘colori’.
Il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, intervenuto insieme agli assessori Antonio Angelillis, Paolo Cascavilla e Salvatore Zingariello, ha sottolineato il forte senso di accoglienza che caratterizza la comunità sipontina.
“E adottando il modello dello Sprar, il nostro Comune ha intrapreso un percorso significativo, che vede nel rifugiato non soltanto la persona a cui garantire cibo e un letto, ma un soggetto inserito pienamente nel tessuto sociale del territorio”, ha dichiarato il primo cittadino.
Toccante è stata, poi, la preghiera recitata in arabo da Abdul, uno dei rifugiati accolti dal Comune di Manfredonia, “per tutti coloro che non sono riusciti ad arrivare fin qui”.
Lunedì 20 giugno, data della Giornata Mondiale del Rifugiato, alle ore 19.30 il Laboratorio Urbano Culturale ‘Peppino Impastato’ ha offerto occasioni di riflessione e dibattito con la proiezione del cortometraggio ‘Come un uomo sulla terra’, di Dagmawi Yimer, e un reading tratto dai libri ‘Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari’, di Fabio Geda, e ‘Ogni mattina a Jenin’, di Susan Abulhawa, a cura della cooperativa ‘Pandemia’.
E ieri mattina, infine, il taglio del nastro per il parco giochi al Centro di accoglienza richiedenti asilo, dove il Comune di Manfredonia, in partnership con la Provincia di Foggia, dal 2004 ospita con fondi ministeriali 20 rifugiati del progetto ‘Capitanata solidale’.
Alla piccola cerimonia erano presenti il sindaco Angelo Riccardi, l’assessore Paolo Cascavilla e l’assessore provinciale alla Solidarietà Antonio Montanino, insieme ai dipendenti comunali dei Servizi Sociali, a operatori e mediatori culturali ed esponenti del terzo settore.
Pasquale Russo, coordinatore del progetto ‘Capitanata Solidale’, ha guidato gli ospiti nei diversi ambienti del Centro: seppure l’arrivo continuo di stranieri diminuisce lo spazio a disposizione, le attività che vi si svolgono sono numerose.
Con i fondi ministeriali dedicati al progetto è stata allestita anche una sala multimediale, per agevolare il contatto con le nuove tecnologie: sei postazioni consentono l’accesso a internet e la possibilità di vedere trasmissioni e film africani su un maxi schermo che, durante l’estate, può spostato all’aperto.
Nella sala si tengono pure lezioni di lingua italiana, attraverso attrezzature specifiche per l’apprendimento, con corsi frequentati da 25-30 stranieri.
Un altro importante servizio offerto è il sostegno psicologico: alcuni stranieri provengono da situazioni talmente tragiche da non riuscire neppure a raccontarle alla commissione; altri parlano lingue e dialetti particolari per cui non trovano interpreti adeguati.
Molto attiva è, infine, la sezione di animazione sociale e intrattenimento ludico per i più piccini.
La vera sorpresa sono proprio loro, i bambini, tanti.
A loro è stata dedicata gran parte della giornata, con l’apertura dell’area attrezzata per i loro giochi.
Chissà cosa ricorderanno di questa storia…
Molti di loro con la famiglia hanno viaggiato per mesi, altri addirittura per anni, ospiti di campi profughi prima in Sudan, poi in Libia. Alcuni recano addosso le ferite di guerre lontane.
Di questa lunga odissea forse ricorderanno proprio questo parco giochi dedicato a loro: un segno di attenzione e di speranza per un’infanzia serena in una condizione di precaria attesa