Si è riunito questo pomeriggio (1° febbraio) il tavolo interprofessionale della filiera del grano duro e della pasta convocato, dopo una specifica richiesta avanzata da Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) e Copagri (Confederazione Produttori Agricoli) di Puglia, dall’Assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno, per discutere delle problematiche della cerealicoltura pugliese, a seguito anche della iniziativa messa in atto lo scorso 27 gennaio dalla Cia e dal Copagri contro la speculazione dei mulini e dei pastai sul prezzo del grano duro, con il presidio davanti al Pastificio Divella.
Alla presenza delle associazioni degli industriali, il presidente della Cia Puglia Antonio Barile ha ribadito il forte stato di crisi che sta interessando il comparto cerealicolo pugliese, evidenziando una serie di dati a dir poco eloquenti. Il prezzo del grano duro, infatti, continua a scendere mentre i costi di produzione aumentano inesorabilmente. Si registra un vero e proprio tracollo dei prezzi: meno 33,3 per cento. Negli anni ottanta il prezzo di un chilo di grano duro era 0,27 euro e un chilo di pasta costava tra i 0,37 e i 0,38 euro. Oggi un chilo di grano quota 0,17 euro, con un riduzione di oltre il 60% rispetto a due anni fa, e un chilo di pasta costa tra 1,30 e 1,40 euro. Nel frattempo, però, i costi di produzione sono triplicati (concimi, materie prime, sementi, fitosanitari, etc.). Le importazioni dai paesi extracomunitari crescono in maniera preoccupante e compromettono il “Made in Italy” della pasta. Ormai nella pasta italiana vengono impiegati grani duri per il 70% di origine estera (Ucraina, Kazakhistan, Australia, Canada), con seri problemi di qualità e sanità del prodotto.
“Dobbiamo dare atto all’assessore Stefàno di aver prontamente convocato il tavolo della filiera grano duro pasta – ha dichiarato al termine dell’incontro il Presidente della Cia Puglia Antonio Barile -. Abbiamo chiesto fermamente di combattere senza tregua l’economia dell’inganno, con un sistema coordinato e pianificato dei controlli, istituendo a livello regionale e nazionale sia una cabina di regia con tutti i soggetti preposti ai controlli e le organizzazioni professionali agricole per affrontare in maniera seria il grave problema delle importazioni illegittime e il falso “Made in Italy”, che un tavolo interprofessionale per regolare il mercato, e la definizione di una specifica richiesta alla Commissione Europea di aumento del prezzo soglia per i grani duri d'importazione extracomunitaria. L’assessore ha preso atto delle nostre richieste – ha concluso Barile - e si è impegnato a riconvocare a breve il tavolo tra le organizzazioni agricole e quelle industriali. In quella occasione sarà discussa una bozza di accordo interprofessionale, che sarà elaborata dall’assessorato regionale, per stabilire migliori condizioni di prezzo per il grano duro pugliese”.
“Diamo atto che l’impegno assunto dall’assessore Stefàno - ha dichiarato il Presidente del Copagri Puglia Tommaso Battista – ha portato ad un primo risultato: quello di aprire un confronto con le associazioni degli industriali. Siamo fiduciosi che tutto ciò porti ad un miglioramento del prezzo del grano duro pugliese, in favore di una categoria fortemente segnata da una crisi senza precedenti”.