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Si è svolta ieri sera a Troia la prima ‘Festa del Grano’, che ha celebrato la fine della mietitura con un evento che ha fatto da contenitore alla riscoperta di antichissime tradizioni, ai riti legati alla trebbiatura e alla molitura del grano e ad approfondimenti e riflessioni sull’antico cereale.
La giornata è stata animata in ‘piazze tematiche’, appositamente allestite per mostrare le fasi di lavorazione con vecchi attrezzi agricoli, piccoli mulini a macine di pietra, laboratori all’aperto con la realizzazione della pasta fatta a mano.
L’iniziativa, organizzata da ‘A.c.t! Monti Dauni - Associazione Culturale & Turistica’ e patrocinata dal comune di Troia, è stata l’occasione per valorizzare la cultura culinaria legata al pane, alla pasta e alla pizza, piatti tipici degustati in un percorso enogastronomico serale. Coinvolti gli agricoltori i forni, le pizzerie, i pastifici e ristoratori dei Monti Dauni che hanno proposto le loro specialità.
Musica, danze ed esibizioni itineranti a cura de ‘Le Faitare’, nota associazione di Faeto che da anni punta a valorizzare le tradizioni popolari, la lingua e la cultura della comunità franco-provenzale dei Monti Dauni hanno introdotto il tema del convegno inserito all’interno della manifestazione ‘Il grano come risorsa versatile: riscoperta di varietà storiche, nuovi utilizzi e qualità proteiche’ al quale hanno preso parte il sindaco di Troia, Edoardo Beccia, Vincenzo Casoli (operatore commerciale del settore), Giorgio Donnini, direttore Codiretti Foggia, Roberto Papa, direttore del Centro di Ricerca per la Cerealicultura di Foggia e la docente Antonietta Ursitti,  autrice del libro ‘La cucina povera di Capitanata’ - Edizioni del Rosone.
Il dibattito ricco e articolato, animato dal giornalista e analista del settore turistico, Antonio Gelormini, ha messo sotto la lente d’ingrandimento l’intera filiera del grano. Partendo da cenni storici gli interventi hanno riguardato i prezzi e il mercato del grano, i collegamenti con le eccellenze dell’olio e del vino, la naturale vocazione territoriale e le implicazioni con lo sviluppo turistico e marketing del ‘Sistema dei Monti Dauni’, le qualità organolettiche dell’antico cereale prodotto nel Tavoliere, la sua valorizzazione e commercializzazione. Non sono mancati accenni di carattere culturale. Apprezzati gli interventi del troiano Mario Ciarmoli, cultore del vino, che ha sottolineato la necessità di difendere e valorizzare le produzioni locali e dell’orsarese Beppe Zullo, vero e proprio maestro di giacimenti gastronomici, per il quale la ricetta ‘Dalla terra alla tavola’ è il giusto percorso per rendere la filiera del grano più produttiva.
In serata lungo il corso principale della città è stata realizzata un’‘acquasale’ da guinness, un lungo e composito filone di pane di 50 metri collocato lungo Via Regina Margherita per celebrare e gustare uno dei prodotti tipici della cultura culinaria del territorio.
Il gran numero di visitatori che ha affollato le vie cittadine ha sottolineato il successo dell’iniziativa.

 

 

 

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