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Inutile girarci intorno. I cittadini, la maggior parte dei cittadini, sono stanchi delle smanie di protagonismo privatistico del premier e della sua cricca di affaristi. Il voto di questi due giorni, sancendo la sete di bene comune, di gestioni virtuose, di parificazione dello stato di diritto, pone fine alle fanfaroniche bramosie di privatizzazioni, incominciate ben oltre il berlusconismo e sposate spesso da un centrosinistra allo sbando.
I referendum, da quello contro la privatizzazione del servizio idrico fino a quel sul legittimo impedimento, ci dicono, e dicono alla classe politica, che senza il consenso popolare non si governa. Ma, soprattutto, mettono in luce una nuova fase di protagonismo civile e civico, fondato, come una roccia solida, sul bene collettivo e sul ragionamento.
La percentuale dei votanti è tale da indurre il centrodestra ed il centrosinistra ad una seria riflessione sul merito dei servizi alla cittadinanza. Intanto, siamo fieri di aver scongiurato il pericolo della compravendita di un bene fondamentale qual è l’acqua. Ma la nostra battaglia non si arresta qui. I tentativi di assuefare al capitale tutto il patrimonio naturale, continuerà.
Chiediamo alla gente di starci vicina e proseguire l’opera di difesa di acqua, territori e giustizia. Che sono beni inoppugnabili ed insindacabili.
Oggi più che mai, si scrive acqua, si legge democrazia.
Grazie di cuore
Tutto il popolo dell’acqua sarà riunito questa sera, a partire dalle 20, in Piazza Cesare Battisti a Foggia, di fronte al Teatro Umberto Giordano

 

 

 

 

 

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