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Durante i secoli XVII e XVIII, quando i Neri dal continente africano
furono portati in schiavitù al di là dell’Atlantico, a lavorare nelle piantagioni di cotone degli Stati Uniti meridionali, la loro musica li accompagnava spesso durante il giorno per alleviare la fatica, nacquero i “worksongs” (canti di lavoro) e i “calls” (richiami) .
Quando - in seguito - i predicatori battisti e metodisti venuti dall'Europa li convertirono al Cristianesimo essi cominciarono a cantare canti religiosi, chiamati Spirituals, derivati, appunto, dagli inni inglesi ai quali essi aggiunsero i ritmi e i colori africani.
Gospel significa "Vangelo" e da qui è derivata l’accezione classica di "Canti del Vangelo".
Lo schema interpretativo che seguivano era suggestivo: Un leader pronunciava ad alta voce una frase, generalmente tratta dalle Sacre Scritture, mentre il coro la ripeteva subito dopo, riproducendo la stessa intonazione e le medesime inflessioni della voce guida.
Il battito delle mani, dei piedi, l’uso di tamburelli e percussioni forniva all’insieme musicale una pulsazione variegata e intensissima, tipica della poliritmia africana.
All’inizio del XX il patrimonio dei canti religiosi afro -americani inizia
ad essere raccolto e studiato. Viene riarrangiato, armonizzato e riproposto in modelli assai adulcorati da grandi complessi vocali neri. Alcuni elementi liturgici afro -cristiani, ma soprattutto l’uso di
tamburi e percussioni, l’impiego di cori polifonici scatenati sui ritmi più incandescenti della tradizione nera, si unirono ai primi del secolo alle nascenti forme del jazz. Sono però le voci che risuonano nelle
chiese nere ad ispirare le prime strumentazioni e i primi arrangiamenti dei jazzisti, e a trasmettere un’ intensa emozione. Sabato 16 al Nonsolojazz rivivremo la magia di un linguaggio così profondo e suggestivo grazie alla bravura dei Black & Blues Gospel Choir: insieme da oltre 10 anni i B&B hanno partecipato ad importanti festivals dedicati alla musica Gospel riscuotendo successo di pubblico e critica.
Per questo ultimo appuntamento prima della pausa natalizia al Nonsolojazz quale miglior modo di salutarci e augurarci un sereno natale…cantando la gioia,la speranza e la pace.

 

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